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lunedì 3 novembre 2014

Recensione: Dracula Untold


Ciao a tutti,

ecco che mi accingo a scrivere queste poche righe che non saranno molto lusinghiere per un film che aspettavo con trepidazione da mesi.

Dracula Untold: sono partita con le migliori intenzioni. 
Si è aperta la scena ed ero totalmente immersa nel bellissimo paesaggio e ho adorato il colore grigio perennemente presente nelle scene...


Anche la presentazione di Vlad mi è piaciuta. L'Impalatore. Il guerriero che si è guadagnato l'appellativo di Principe, per le sue gesta in battaglia. Gesta terribili, questa è la verità, ma sono una grande sostenitrice del fatto che non è mai tutto bianco o tutto nero (e se mi conoscete sapete che non è un paragone lasciato al caso). Vlad distruggeva un villaggio, senza risparmiare neanche i bambini, per salvarne altre cento, una terapia del terrore efficace.

Il personaggio è un grande. Uno dei mostri più famosi al mondo, e l'attore che lo interpreta ha il viso 'giusto'. Tutto, sotto questo aspetto, è curato nei minimi dettagli. A cominciare dall'armatura lavorata del 'Figlio del Drago'.



L'idea di fondo era veramente buona: il voler mostrare il Dracula uomo, con i suoi sentimenti e le sue debolezze. Perché... a volte si ha bisogno di mostri. 


Innamoratissimo della moglie (sono rimasta un po' male per i suoi capelli biondi, diversi dalla versione classica, ma ha un viso dolcissimo), grande condottiero e padre affettuoso, si troverà a dover compiere una scelta terribile.



Per salvare il popolo e, soprattutto, la sua famiglia, scenderà a patti con un demone - un vampiro - che gli offrirà il suo sangue per metterlo alla prova.

E qui iniziano i guai...
in senso letterale.
Un film è come un libro, può avere un editing perfetto, ma se non c'è trama non sarà mai un buon libro. Oppure può avere una trama originalissima, e perdersi nei personaggi. Insomma: un buon prodotto deve essere un buon prodotto a tutto tondo.

Ammetto che la prima parte del film mi sono un po' annoiata, però non avevo dubbi che sarebbe arrivata la parte azione. Da qui in poi, effettivamente, è tutto in salita, ma iniziano anche i problemi di sceneggiatura. 
 Questo vampiro, per esempio,  lo troviamo su una montagna che Vlad deve scalare come King Kong mentre, tempo prima, aveva trovato la grotta 'casualmente'. Vabbè facciamo che ho capito male, facciamo anche che quando il signore ha dato le istruzioni per diventare vampiro ero distratta, visto che mi sono sembrate caotiche e il nostro Vlad non batteva ciglio... ma...


SPOILER

Quando Dracula ritorna alla base sconfigge a mani nude 1000 turchi. Ora... non è un tantino esagerato? Manco fosse Mazinga e Hulk insieme. E, soprattutto, i suoi uomini rimangono come gambi di sedani. Tra l'altro, guardie che cadono in due secondi netti, anche meno. Cari, un po' di addestramento in più non avrebbe guastato.

L'esercito turco di 100.000 unità (ripeto 100.000) impiega mezza giornata per arrivare a destinazione. Ora: avete idea di quanto impiegava un esercito a spostarsi? Dove erano alloggiati? Dietro l'angolo? Allora perché Vladuccio non è andato a trucidarli prima visto che, oltretutto, li aveva visti arrivare?

Ma ovviamente: aspettiamo l'alba così ho meno poteri. Bravo!

Poi, parlando dei suoi poteri: la scena in cui amplifica i sensi mi è piaciuta tanto, (Vabbé, a parte le zampe dei ragni che producevano suoni METALLICI), l'idea di come vede il sangue è geniale. Peccato che non è stata sfruttata. Vede l'esercito e lo lascia lì.

Vede la vena della moglie. Wow, c'era da fare scintille, invece si allontana, dopo tre secondi la bacia come un agnellino e così per i tre giorni successivi.

Difficoltà a passare i 'terribili tre giorni': zero.

Senza contare che dal nulla, quando serve, appare un tizio sconosciuto che lo tenta, senza spiegare niente.

Non ho condiviso per niente la scelta della moglie di dannarlo a vita. Ma come? Non doveva redimersi? E tu lo condanni all'Inferno eterno? Non so... forse mi ero immaginata che lui bevesse il sangue di lei per disperazione... invece...

A proposito di sangue. Dov'è finito l'impalatore? Ok, ok, non doveva essere splatter (tra l'altro le scene in quel modo non mi piacciono nemmeno), ma ci voleva un po' di crudeltà, insomma lui è l'IMPALATORE! A un certo punto mi sono immaginata che al posto dei pipistrelli avesse un esercito di farfalle.


FINE SPOILER

Non ho apprezzato neanche come è stato trattato il figlio. Sembrava che tutti facessero in modo di metterlo in prima fila. La madre ha chiesto alla badante di chiuderlo in camera e non fargli vedere niente e lei che fa? Lo mette sul balcone, così vede meglio. Anche gli altri, non lo hanno mai coperto sempre lì in prima fila, poverello.


Ma insomma, non salvo altro? Beh, qualcosa sì, su. Gli effetti speciali vampireschi erano proprio belli (anche se pochini). I pipistrelli, comunque, rendevano molto bene l'idea originale dell'uomo-pipistrello (lo so, lo so... state pensando a batman).

In realtà un po' di film ce li ho visti, ma magari è un caso. L'assalto della popolazione mi ha ricordato Frankestein. Poteva essere una grande idea, la gente che preferisce uccidere un mostro piuttosto che  essere salvata da lui. Eppure, anche in questo caso, secondo me è stata un'occasione mancata.
E l'insetto della grotta non è quello di Malocchio Moody di Harry Potter? Esiste davvero? Non ho mai approfondito, se lo conoscete, informatemi, ve ne sarò grata ^_^

Non mi è dispiaciuta neanche la religiosità di Vlad, questo sacro-profano, che ben si adattava al suo personaggio 'crudele per essere buono'.
Magari questo aspetto poteva essere approfondito di più.


In sostanza: bellissimo look, buoni atmosfera ed effetti speciali. Trama troppo superficiale e troppe scelte commerciali (poca violenza, lui supereroe etc.). Hanno fatto male a pubblicizzarlo come 'la vera storia di Vlad L'impalatore, no. Questa è la vera storia di Dracula che si sta allenando a diventare un Avenger.

Passo e Chiudo.

Spero che a voi sia piaciuto di più. Io l'ho trovato veramente tiepido, meno male che Luke Evans ha alzato l'interesse.

martedì 22 luglio 2014

Recensione: Palindra - La stirpe di Inanna di Elena Ticozzi Valerio


TITOLO: Palindra
AUTRICE: Elena Ticozzi Valerio
EDITORE: Selfpublisher
PAGINE: 216
PREZZO: 13.50 cartaceo 0.94 ebook

SINOSSI

Palindra, archeologa scozzese specializzata in storia russa, è da sempre una ragazza pragmatica. Un incontro imprevisto le svelerà una nuova realtà del mondo e la porterà a stringere amicizia con due esseri eccezionali: Viktor, un guerriero cosacco, e Tybaerius, un lord misterioso. I protagonisti viaggeranno dalla moderna Edimburgo alla sabbiosa Uruk, dalla magica Islanda fino alle lande ghiacciate delle isole Svalbard. Lotteranno per salvare i loro affetti più cari venendo in contatto con riti antichissimi, manufatti magici e le tradizioni di un popolo di cui nessuno serba più il ricordo. Le loro nature diverse dovranno allearsi per sconfiggere un alchimista che ha smarrito la via della luce e la sua diabolica moglie, disposti a tutto pur di raggiungere il loro scopo.

VOTO

4+/5 draghi

 +

IL MIO PARERE PERSONALE

La prima cosa che salta all'occhio leggendo questo libro è il grandissimo studio che c'è alla sua base. Una tal attenzione ai particolari che, purtroppo, è sempre più difficile trovare.

Ce se ne rende conto dalle primissime pagine perché il libro è molto ricco in note di questo genere:

Mortlach 70 - Single Malt, distillato nel 1938, maturato in botte per settanta anni, è il più antico whisky scozzese in commercio, prodotto da Gordon & Macphail a Elgin, Moray, nella regione di Speysice, Scozia. 
Whisky Bible 2011, Jim Murray's, Dram Good Books, 2010.

Tutto questo per un whisky? E cosa direte quando leggerete di antiche farmacie, piatti tradizionali scozzesi, codini da samurai, pietra filosofale e Savonarola? E tanto tanto altro per 135 note?

Già, perché Palindra è un libro imprevedibile, non sai mai  in cosa riuscirai a imbatterti, magari riesci a leggere di Cleopatra e Goblin. Impossibile? Non in Palindra.



I protagonisti sono tre e sono tutti simpatici, anche se, e mi spiace per lei, Viktor e Tybaerius sono almeno due spanne sopra la femminuccia del gruppo.
Viktor è un cosaccone di un metro e novantatré sfuggito molti secoli prima a una cruenta battaglia presso il fiume Irtysh, unico superstite. Unico possibile, in realtà, perché lui è un immortale.


Nel corso degli anni incontrerà Tybaerius, un vampiro un po' dandy che si ritrova Lord e ricco, solo grazie al suo cuore, nonostante tutto, sincero.
Tybaerius è la sottile linea tra il bene e il male, un orizzonte offuscato in cui non si sa bene come giudicare le azioni. Un essere in grado di tenere per giorni la mano a un vecchio morente, senza secondi fini, e contemporaneamente ripagare un torto subito con un macabro allestimento: un banchetto di persone dissanguate. Lo ammetto: è il mio personaggio preferito.



Questi due ragazzoni mi sono piaciuti tantissimo, con la loro forte personalità. Meno Palindra, ma confido in un suo riscatto nei successivi volumi (ce ne saranno altri due).
Il libro non è autoconclusivo, ma la storia si legge bene da sola, anche se ovviamente molti interrogativi rimangono aperti.

La narrazione è fluida e, a eccezione fatta di un abuso di avverbi, non risulta noiosa in nessun punto. L'autrice utilizza la tecnica del flashback con grande maestria, facendo vivere al lettore situazioni del passato.

Ci imbatteremo addirittura nel Titanic, a un certo punto.



Un lavoro molto buono dunque, correlato anche dal fatto che l'autrice ha inventato una vera e propria nuova lingua: il Tukcin (maggiori info su www.elenaticozzivalerio.com)

Romanzo consigliatissimo e dal prezzo davvero irrisorio.



Questo romanzo rientra nella categoria Passione Vampiro e Made in Italy


giovedì 16 gennaio 2014

Recensione: Il nono cielo di Elisa Vangelisti


Titolo: Il nono cielo
Saga: "Il Ragno e l'iguana"
Autrice: Elisa Vangelisti
Editore: Selfpublisher
Pagine:
Prezzo: 

Vi ricordate il Ragno e L'Iguana? Recensito qui

Ebbene, ho letto anche il prequel, la storia dell'affascinante Vampiro Gabriel prima dell'incontro con Rynn... ma andiamo con ordine:

SINOSSI

La saga fa un passo indietro per approfondire l’incontro fra Gabriel, il vampiro protagonista de Il Ragno e l’Iguana, e Maja, l’umana compagna di suo padre Alexander. 
Dieci anni prima Maja lavora come croupier nel casinò del Bellagio di Las Vegas ed è reduce da una terribile vicenda personale. Gabriel ne raccoglie i cocci per consegnarla a nuova vita nelle mani del padre.
È anche un racconto di viaggi, reali e interiori, e della forza dell’amore che riesce a combattere contro il nulla.


(…) Il deserto era magnifico. I rami spogli e secchi delle piante trascinate dal vento sembravano disegni d’argento sulla nuda sabbia bruna. Le gole che si aprivano all’improvviso oltre le montagne a strati variopinti mostravano acqua e vita, nonostante l’arsura, quasi come stessi guardando me e non il paesaggio. Quasi come se il deserto volesse dirmi: vedi, nessuno è veramente privo di vita fintanto che esiste. (…)


VOTO

4/5 draghi



IL MIO PARERE PERSONALE

Leggendo Il Ragno e L'iguana si incontra il personaggio di Maja, la compagna di Alexander, il padre del vampiro Gabriel.
Confesso che la donna non mi era risultato molto simpatica. Troppo saccente, troppo vissuta. Addirittura era stata prima con Gabriel (vampiro di 60 anni nel corpo di un sedicenne) e poi con il padre Alexander in modo ... definitivo.
Questa cosa mi aveva disturbato non poco, anche se l'autrice ce lo ripete spesso, sia nel primo libro che nel prequel che "non bisogna ragionare come un umano ma come un vampiro".
Ed effettivamente devo dare ragione a lei - l'autrice - , a loro - i protagonisti - e a tutti i conseguenti ragionamenti vampireschi.

Il prequel si apre con Maja che si prepara per andare al lavoro. Una scena che mi è molto piaciuta, dinamica, sensuale sottotraccia (quel filo di rossetto, il suo modo di vestirsi, il modo con cui usa le mani). E un lavoro originale: fa la croupier.
E fin dalle prime righe si viene a sapere qualcosa mi ha profondamente colpita. Maja ha una cicatrice da cesareo, ma non ha nessun figlio. Lo ha avuto, ma è morto a 4 mesi e mezzo di morte bianca (SIDS o morte in culla).

Sarà che la SIDS è sempre stata una delle mie paure più grandi, ma questo fatto mi ha legato tantissimo a lei (tanto da aver inizialmente pensato che il bambino fosse morto a 4 anni e mezzo (età che più o meno ha il mio)). 
Maja conosce Gabriel e il loro rapporto mi piace molto di più che con Rynn, ci va più con i piedi di piombo, capisce di non essere innamorata. Bene, nessun soggiogamento allora.
Quindi tutto quello che prova è suo, e suo e basta.

Anche lo stile dell'autrice è migliorato sensibilmente, il tutto risulta molto più fluido. Il ragno e l'iguana aveva uno stile molto buono, ma qui si sente maggiormente l'esperienza maturata (soprattutto quando si passa "il testimone" del punto di vista, ho adorato la scena in cui la stessa sequenza viene narrata dal punto di vista di tutti e tre i presenti. Maja e i due vampiri).

La parte centrale è quella che mi è piaciuta meno. Non tanto perché è incentrata sul ménage à trois. Difficilmente discuto dei contenuti morali di un libro, anche se il triangolo non lo farei mai (ma dico sempre che nei libri potrei immedesimarmi anche in Jack Lo Squartatore).
Quello che non mi è piaciuto è il comportamento di Maja, insomma... vuoi fare questo ménage? E allora fallo no? Perché te la tiri che poi non è vero?
Oltretutto è stata anche la parte più lenta di tutte.

Passata la parte centrale però, il finale ritorna ad essere piacevole, scorrevole e finalmente ... e sottolineo FINALMENTE i protagonisti conoscono altra gente. Anche una vampira. 

Troppo spesso, infatti, soprattutto nei romance, i protagonisti non escono dalla loro 'gabbia dorata', niente amici, niente hobby, niente. Almeno qui si vede qualcosa.

Concludo ricordando che il romance puro non è il mio genere. Il libro di Elisa ha elementi fantasy, ma si limitano alla presenza dei vampiri, ma sembrano più una sorta di "salsa e peperoncino" inseriti nella trama per esaltare il sapore.
Però il fatto che io non mi sia annoiata la dice tutta sulla qualità del libro.

Pertanto lo consiglio a gran voce a tutti gli amanti del romance puro e del romance con qualche piccante aggiunta.



Lettrici dal cuore tenero, tenete d'occhio il BLOG perchè da lunedì 20 gennaio - mea culpa, ho qualche giorno di ritardo - partirà il giftaway per vincere proprio una copia de "IL NONO CIELO". Imperdibile!!!


Questo libro rientra nelle categorie:
  

martedì 17 dicembre 2013

Recensione: Il ragno e l'iguana di Elisa Vangelisti


TITOLO: Il ragno e l'iguana
AUTRICE: Elisa Vangelisti
EDITORE: Selfpublishing
PAGINE : 423
COSTO: 18.00 cartaceo 3.00 ebook

Pagina FB: https://www.facebook.com/groups/458653487494503/739650799394769/?notif_t=like

SINOSSI

Che cosa succede quando le emozioni degli altri le senti sulla pelle? Quanto riesci a resistere, capendo perfettamente lo stato d’animo di chi ti si avvicina e sentendotelo dentro come se fosse tuo? Ma – soprattutto – quali considerazioni sul tuo stato di salute potrebbero fare gli adulti, se si sapesse in giro che i tuoi occhi le visualizzano sotto forma di espressioni luminose? Disturbi mentali? Pazzia? 
Questo accade alla protagonista, la sedicenne e solitaria Rynn, sin da quando era una bambina. E magari è proprio il suo insolito modo di essere ad attrarre un ragazzo altrettanto strano o – forse – ancora di più. Perché Gabriel, lo studente che le siede accanto durante la scuola, è un’anima della notte. 
Rynn è il Ragno, dall’apparenza fragile di un cristallo. Gabriel è l’Iguana, misterioso e inquietante. Luce e buio, quindi. Gli opposti che si attraggono e che – finalmente – formano un intero. 
Ambientato in Nevada nel 2010, Il Ragno e l’Iguana è il primo di una quadrilogia che ci porterà indietro nel tempo e che ci catapulterà avanti nel futuro. Un viaggio tra emozioni e sentimenti.


VOTO


3.5/5 draghi




IL MIO PARERE PERSONALE

È la prima volta che leggo un libro di questo tipo. Di solito mi aspetto che quasi tutti i libri seguano l’andamento classico. Situazione tranquilla – Evento che sconvolge la vita dei protagonisti – Punto di massima tensione – Risoluzione del problema – Ritorno alla tranquillità o almeno a un situazione abbastanza equilibrata. Il ragno e l’iguana sconvolge invece tutto questo concetto “classico”.
I due protagonisti Rynn e Gabriel si conoscono, si innamorano e proseguono a raccontarci le loro giornate (dal punto di vista di lei). Detto in questo modo si potrebbe pensare a qualcosa di noioso, eppure non è così se si analizza la questione da un punto di vista diverso.
Ammetto di aver storto il naso all’inizio per l’innamoramento lampo. Non c’è stata alcuna suspance e nel giro di una manciatina di pagine si è passato direttamente alle scene a casa di lei (a casa di lui e da poche altri parti quasi sempre chiuse).
Quello che all’inizio non avevo trovato nelle mie corde, man mano che mi avvicinavo alla fine, e cominciavo a entrare nell’ottica che la catena di eventi non si sarebbe spezzata (nessun cattivo, nessun evento negativo etc.), ho cominciato a guardare il libro in maniera differente.
È un romance, fin nella sua spina dorsale, senza nessun altro genere di contorno (a parte il fantasy ovviamente). Tutta la narrazione è incentrata sui sentimenti ed è come se fosse un’enorme parentesi d’amore nella vita reale dei protagonisti.
Ah, i protagonisti. Lei, Rynn (che si guadagna il soprannome di ragno), è una ragazza gracilina che ha il potere di vedere attraverso delle luci i sentimenti delle persone. Lui, Gabriel, è un vampiro da circa sessant’anni. Il loro rapporto è caratterizzato dal fatto che lui beve il sangue di lei e quando lo fa ricorre al suo caratteristico monito: “Stai ferma” che ne fa una specie di “motto” che distingue tutto il romanzo.
Una nota positiva la devo regalare in favore del rapporto dei protagonisti, anche se è in realtà è troppo veloce e troppo intenso, questo viene in qualche modo spiegato. Lui è un vampiro e ha le emozioni amplificate, lei percepisce i sentimenti e si lascia travolgere da quelli intensi di lui. Il gioco “quel che è mio e quel che è tuo” mi è piaciuto.
Quindi per chi cerca scene d’amore (sensuali, mai volgari) che hanno come protagonista un’umana e un vampiro, consiglio vivamente questo libro. Tra l’altro lo stile dell’autrice è pulito, scorrevole e simpatico. Io personalmente, sotto quest’ottica, ho veramente apprezzato il lavoro di Elisa Vangelisti, e sono curiosa di sapere di più del suo modo di vedere i vampiri. (Della serie esiste un prequel e due sequel).
Io sono più per l’azione, ma chi cerca solo amore nel ragno e l’iguana lo troverà di certo. Se un romanzo vale (e il ragno e l’iguana certamente) deve trovare i suoi lettori. 
Unici appunti li devo fare sul papà, davvero mentalmente troppo aperto (anche se ovviamente possono anche esserci tipi così) e sulla pasta. È ambientato in America ma i protagonisti mangiano italiano tutti i giorni. Vedevo bene la storia ambientata in un liceo liberale italiano.


Quando sono i contatto con gli autori mi piace fargli leggere prima la recensione. Non possono censurare o fare modifiche ma, se vogliono, possono aggiungere un commento. Ringrazio Elisa di aver accolto questa mia iniziativa e ora lascio la parola a lei.


Ringrazio Marina per aver aderito alla catena di lettura, iniziativa a cui tengo in maniera particolare e che mi ha portato molte soddisfazioni. Non le ho regalato una copia del mio libro d’esordio in quanto amica o blogger, ma le ho chiesto se avesse avuto voglia di aderire a un’iniziativa, iniziativa con delle regole e delle scadenze alle quali si è attenuta
. 
Detto questo, che non mi sembra un dettaglio, colgo l’occasione per sottolineare quello che mi è piaciuto di questa recensione. Il Ragno e l’Iguana è stato a volte definito noioso o ripetitivo, giudizio al quale ribattevo precisando che l’azione è presente nella lotta emozionale dei personaggi. Una battaglia interna e non esterna, quindi. Il punto è – come giustamente ha detto Marina e nessuno prima di lei – che questo tipo di narrazione HA i suoi lettori, occorre solo trovarli.
L’ho capito sin dall’inizio quando, credendo di scrivere urban fantasy, mi sono resa conto che ogni romanzo con guerre e lotte mi annoiava. Non è il libro ad essere noioso, semplicemente non è adatto a me. La lettura dei romance ha accompagnato sempre la mia vita, iniziando a scrivere non ho fatto altro che infarcirlo di aspetti paranormali. Perciò è importante l’ottica con la quale lo si guarda, perché se il riflesso non combacia il romanzo risulta pesante. E lo risulta anche quel sembrare piatto, sempre uguale, leggendo un giorno dietro l’altro ove non sembra cambi nulla, ma così non è. C’è una continua crescita emotiva dei personaggi, un adattamento continuo, più o meno faticoso e costante. Chi non ama il genere non vede l’ora di giungere alla fine per passare ad altro, chi è entusiasta lo divora. Il Ragno è capitato sotto gli occhi di entrambi i tipi di lettrice, donandomi spunti interessanti su cui riflettere. 

Gli ambienti chiusi sono ricercati proprio per aumentare il senso di soffocante prigionia che avvertono i protagonisti immersi nelle emozioni l’uno dell’altra, concentrando l’azione nel sé all’interno di un altro sé. È un gioco di parole, ma è questo che succede a questa coppia, che funziona proprio perché è così “pazzamente” diversa da tutte le altre.

Per quanto riguarda l’aspetto liberale del padre della protagonista rispondo come ho già fatto: mio padre era così. 

Per l’aspetto relativo alla pasta (chissà perché più di una persona si è focalizzata su questo? Forse perché il romanzo è in parte incentrato sul connubio amore-nutrimento?) oltre a precisare che la madre di Rynn era di origine italiana, rispondo con le parole della mia beta-reader, che negli States c’è andata (io purtroppo no, anche se ho fatto ricerche il più accurate possibile! I luoghi descritti nei miei romanzi sono al 90% reali): <<La pasta è di uso comunissimo in quanto l'80 % della popolazione ha almeno un parente di origine italiana e perchè sono piatti facilmente conservabili in monoporzioni surgelate o da microonde. La Barilla spopola in tutti i supermercati e anche se la condiscono in modo spaventoso è la stessa che trovi sul tuo piatto.>>

Per chi volesse ulteriori informazioni per partecipare alla catena di lettura, che offre la possibilità di avere a casa una copia cartacea del romanzo per un mese di tempo, è possibile informarsi a questo link del gruppo della saga de Il Ragno e l’Iguana: 




Ringrazio tantissimo Elisa e vi annuncio che rivedremo presto una sua opera ospite di Terre di Arret, insieme a una sorpresa... ma non vi annuncio altro... 

Questo romanzo rientra nelle catergorie

 




venerdì 28 giugno 2013

Recensione: Forgotten Times di Maddalena Cioce


Titolo: Fogotten Times
Sottotitolo: La redenzione dei dannati
Autrice: Maddalena Cioce
Editore: Selfpublisher
Genere: Fantasy
Pagine: 241
Costo ebook: 2.99
Disponibile anche in formato cartaceo

TRAMA

Forgotten Times, letteralmente “tempi dimenticati”, è un fantasy incentrato sull'estinzione dei vampiri, in modo che gli eventi fittizi sembrino reali, come se siano stati dimenticati con la fine di quel periodo buio che conosciamo come Medioevo.
La storia ruota intorno alle leggende metropolitane che indicano il personaggio biblico di Caino come il precursore della specie dei vampiri e comincia proprio con uno di quei momenti cupi, nel corso di un funerale in un paesino dell’Inghilterra anglicana del secolo; durante il sermone il pastore si sta spingendo troppo oltre e sta svelando una realtà che tutti credono leggenda, così il protagonista si svela per farlo tacere. Finirà così coinvolto nel mistero che stava sconvolgendo il paesino e salverà suo malgrado il novizio allievo del pastore, venendo a conoscenza di un mistero ancora più grande: esistono dei “qualcosa”, che vengono volgarmente chiamati “spiriti”, che solo quattro persone posseggono e che si dice che, se riuniti, possano conferire enorme potere. Una favola per bambini, una leggenda infondata che il protagonista decide di verificare, avendo sotto mano proprio uno dei quattro possessori. Ma la verità non è nota nemmeno a lui, ed il dampiro ha a che fare con la questione molto più di quanto egli stesso pensi.
Nulla è ciò che sembra, nemmeno il protagonista fornisce il proprio vero nome, essendo egli stesso una parte dimenticata della storia che vuole restare nascosta, mentre personaggi essenziali resteranno nell’ombra quasi fino alla fine, per svelare il segreto finale.
Un concentrato di azione, sentimenti violenti e dolcissimi, conflitti interiori e segreti inconfessabili, dove anche l’elemento apparentemente più insignificante ha un fine preciso.
Destinata ad un pubblico maturo, la storia contiene episodi di violenza che si addicono al secolo trattato, perciò classificabile come un VM-14.
È il primo di una serie di due romanzi.


VOTO

4.5/5 draghi



IL MIO PARERE PERSONALE

Sono sempre più meravigliata da come piccole perle si nascondano, più facilmente di quello che si creda, fra gli autori auto pubblicati. E oggi ve ne voglio presentare una.
Il libro racconta la redenzione che auspicano alcuni dannati, addirittura discendenti da Caino stesso. Ma è anche una grande storia d’amore. Un vero e proprio colpo di fulmine arrivato dopo 900 anni.
Niente paura però, c’è il colpo di fulmine e anche bello tosto, però non è amore incondizionato da entrambe le parti a prima vista, fin troppo inflazionato nei romanzi degli ultimi tempi. Il rapporto tra William (o meglio Lakit… per me per sempre William) e Patricia evolverà di giorno in giorno, seppur nell’arco breve della durata del viaggio verso la redenzione.
Spesso nei libri mi piace segnarmi alcune frasi che mi hanno particolarmente colpito. Di questo libro non ho segnato nulla, ma badate bene, non perché nessuna frase mi sia entrata nel cuore, ma perché lo stile è interamente elegante e raffinato e scorre, dall’inizio alla fine, senza la necessità di utilizzare inutili fronzoli.
Un’altra cosa che mi è piaciuta particolarmente è la creazione di un vampiro diurno, chiamato dall’autrice dampiro. Niente a che vedere con Blade, ma la capacità di tirar fuori una creatura del genere (che tende anche a non nutrirsi di sangue umano) senza cadere nel “già visto” è un grande punto a favore.


Conoscete tutti Blade, vero? VERO???


ATTENZIONE SPOILER ALERT
E poi come può non piacermi un vampiro  (dampiro) che seduce la sua dama senza che lei ne sappia nulla?  Ma che, nonostante il tutto sembri una brutalità, dietro al suo gesto c’è un MOTIVO più che valido.  E ho detto anche troppo…
FINE SPOILER

Ma torniamo ai due protagonisti. Mi sono piaciuti tantissimo, la personalità contrastante di lui da una parte, e l’audacia e la tempra di lei dall’altra. Sono due protagonisti veramente adorabili.
I dialoghi tra loro sono mirabili, così come i frequenti battibecchi tra William  e il monaco Matthew.
Per questo lavoro, quindi, punteggio quasi pieno,  ho tolto mezzo punto solo per alcuni piccoli particolari:
-        È mio parere personale che la trama poteva essere sviluppata in modo più complesso, soprattutto per quanto riguarda il finale.
-        A volte mi sembra ci sia qualche difficoltà nel punto di vista, e qualche piccola imperfezione  (come l’utilizzo dell’aggettivo cementato in un’epoca dove il cemento non era ancora stato inventato).

Per concludere: lettura consigliatissima a chi adora i vampiri e le storie d’amore ad essi collegate, in modo però originale e coinvolgente.

Questo romanzo rientra nelle categorie Passione Vampiro  e Made In Italy

venerdì 29 marzo 2013

RECENSIONE: Favole del crepuscolo di Aurora Torchia e Alessandro Torchia


TITOLO: FAVOLE DEL CREPUSCOLO
AUTORI: Aurora Torchia e Alessandro Torchia
ILLUSTRATORE: Walter Brocca
EDITORE: Selfpublisher
PAGINE: 800 circa
COSTO: 2.68 euro
LINK AMAZON: qui

Sinossi

Favole del Crepuscolo è il mio primo romanzo fantasy, scritto insieme a mio fratello Alessandro: entrambi appassionati del genere, abbiamo tentato di fondere insieme gli elementi che più ci piacevano e allo stesso tempo creare qualcosa di diverso dai classici del genere.
Non so dire se siamo completamente riusciti nell’intento di creare qualcosa di originale, ma di certo continueremo a lavorare per raggiungere l’obiettivo!
Io sono sempre stata affascinata dal concetto di “freak” (o “mostro”, anche se questa è una brutta traduzione), inteso come essere diverso, e quindi emarginato dalla società che si autodefinisce normale: i miei scritti sono sempre popolati di queste creature, che però io forzo a convivere con il resto del mondo. Il freak in letteratura ha raramente una sorte felice – basta guardare opere come Il Fantasma dell’Opera o Frankenstein per farsi un’idea – ma io voglio che finalmente gli venga data la possibilità di vivere insieme agli altri, di portare la propria diversità nella società come un arricchimento, non come un difetto.
Anzi, molto di più.
Voglio una società in cui l’essere diversi è la norma, non l’eccezione.


Trama

Siamo in un 2010 che non è esattamente il nostro, su un pianeta Terra simile ma non precisamente uguale a quello a cui siamo abituati: gli esseri umani sono costretti a una forzata convivenza con il mondo del sovrannaturale, così come la natura è costretta a una forzata convivenza con una tecnologia sempre più mostruosa e invadente.
In una Venezia che diventa qui emblema dell'unione tra mondi opposti e in conflitto, si muovono la protagonista Gaia e i suoi due migliori amici, Emma e Dario: tre ragazzi normalissimi alle prese con esseri che hanno ben poco di normale, in una situazione che sfuggirà loro sempre più drammaticamente di mano di capitolo in capitolo.
Creature che non avrebbero mai dovuto mettere piede in città sono infatti strisciate tra le calli di Venezia, sfuggendo persino agli occhi sempre vigili dei signori immortali che la governano. L'obiettivo che muove questi ospiti sgraditi non è chiaro: l'unica certezza è il loro interesse per Emma e Dario, appena tornati da un viaggio di studio all'estero. Viaggio di studio da cui sono tornati con due nuovi, misteriosi amici.
Molte lezioni attendono Gaia, che dovrà imparare molto rapidamente cosa significhi davvero la parola magia, se vorrà salvare sé stessa e chi le sta intorno.
Però, la lezione più dura di tutte sarà che sono proprio le persone che più amiamo quelle che spesso ci nascondono i segreti più terribili...
Voto 4/5


IL MIO PARERE PERSONALE
La prima parola che mi viene in mente pensando a questo libro è:  ORIGINALE! Originale senza ombra di dubbio.
Talmente originale che non  so bene da cosa cominciare, procederò quindi per punti:
I personaggi. I protagonisti sono dei ragazzi giovani (in età universitaria) dall’apparenza normale. Un gruppo in realtà che di normale ha ben poco visto che uno di loro è un vampiro.
Siamo abituati (almeno io) a pensare ad un vampiro come qualcosa di estremamente dark. Nella vecchia tradizione sono cadaveri bianchi, gran bevitori di sangue, hanno unghie affilate, dormono nelle bare etc.
Nella visione moderna i vampiri brillano al sole, alcuni sono addirittura abbronzati e spesso sono BUONI oltre ogni immaginazione.
Ebbene il vampiro (e i vampiri ) di questi autori si discostano molto da entrambe le versioni. Quello a cui mi riferivo prima è un vampiro con i boccoli biondi e gli occhi viola che si chiama Gabriel :D . E l’ho eletto mio personaggio preferito oltre che per l’aspetto angelico anche e soprattutto per il suo sangue freddo.
Ma i vampiri in questo libro oltre che affascinanti possono diventare anche mostruosi. Per la loro creazione macabra ed assolutamente originale che può portare a conseguenze terribili e imprevedibili (ma non vi svelo altro).
Il libro è longevo (e corposo) e penso di non sbagliarmi se dico che ha avuto una forte influenza dai manga o dagli anime. Mentre leggevo ho avuto spesso questa sensazione, certamente ha avuto un ascendente anche la presenza di una ragazza di nome Setsuna con i capelli viola (che è un personaggio fondamentale. Mi sono spesso domandata quale fosse la sua natura: vampiro, fata, licantropo? E invece era... era… ovviamente non posso dirlo).
Anche l’ambientazione è particolare: Venezia. Ma non proprio la città che conosciamo oggi, è diversa…in cielo volano uccelli elettronici e gli alberi sono stati sostituiti da finti surrogati. E non sprofonda più nella laguna perché esseri mostruosi si adoperano per evitarlo.
Ecco dicendo questo mi viene in mente uno dei difetti che ho riscontrato: la scarsa descrizione degli ambienti soprattutto dal punto di vista di sensazioni, colori, odori. Non sono assenti del tutto ma ne ho sentito la mancanza in molte parti.
Discorso a parte va fatto per il palazzo del Doge: l’ambiente e la situazione qui è davvero ben descritto e … inquietante non c’è che dire. Il Doge è una delle figure meglio riuscite e una delle più emblematiche.
Aurora e Alessandro “giocano” (anche se il termine è volutamente NON appropriato) con la religione ( e qui vorrei dire cha ha fatto esattamente la scelta OPPOSTA rispetto a quella che ho fatto io nel mio libro), stravolgendola a tal punto da sfiorare la blasfemia. Una scelta audace ma secondo me ben riuscita che mi ha molto colpita. (Se sapeste dove mi è finita la mascella inferiore quando è arrivato il Papa).
Infine particolare attenzione deve essere posta sulla figura di Alice (QUELLA Alice) e su Wonderland. Una versione totalmente rivisitata e integrata prepotentemente nella trama. In questo caso mi è rimasto un po’ di amaro in bocca (o di acquolina) perché bramavo e bramo saperne di più.
Quindi ricapitolando: un libro longevo e a tratti impegnativo. Tratta temi forti ma raccontati in un modo molto originale. Sicuramente una buona dose di fantasia e un buon modo di scrivere. Insomma il libro mi è piaciuto. Ci sono dei punti di miglioramento: maggiori sensazioni e lavorerei di più sui dialoghi in alcune parti un po’ costruiti (come quando trovano un certo personaggio in bagno). Attendo un seguito che spero ci sarà. Anche perché devo saperne assolutamente di più di un certo drago. Sì avete capito bene: DRAGO! Ma state tranquilli è qualcosa di talmente diverso che non ve lo potete proprio immaginare.
Questo libro rientra nella categorie: Passione Vampiro e Made in Italy
                                         

mercoledì 20 marzo 2013

RECENSIONE: Straziami di Claudia Mauro


GENERE: FANTASY HORROR
AUTRICE: CLAUDIA MAURO
EDITORE: SELFPUBLISHER
PAGINE: 227
COSTO: 1.02 KINDLE AMAZON

SINOSSI

"Se avessi saputo che la vita era questa.
Mi sarei uccisa prima."


Lara Clerico voleva solo morire.
Per un grottesco scherzo del destino, invece, si risveglia nella bara.
Sepolta viva, l'attende una morte ben più tragica di quella che si era inflitta, alla quale viene sottratta dall'intervento di tre misteriosi personaggi. Ma qualcosa non quadra.
Cosa ne sarà di Lara, che si scopre improvvisamente prigioniera dei suoi stessi salvatori?
Cosa sono questi post-morti di cui parlano tanto?
Cosa sono le urla terribili che scuotono la notte?

Voto 4.5/5


IL MIO PARERE PERSONALE


Mi sono avvicinata a Straziami attraverso alcune recensioni che lo definivano un ottimo libro gotico. Premetto che sono un’amante dei libri gotici, però non so perché mi rimangono sempre indietro nei miei acquisti sorpassati da fantasy classici, libri storici, urban fantasy …
Questa volta però sono contenta di aver deciso per questo acquisto prima di altri.
Ma andiamo con ordine: appena aperto il libro (o meglio appena aperto il lettore kindle) mi sono trovata davanti una serie di parole e frasi cortissime come in un elenco, l’una sotto l’altra. Ho subito pensato: “eh?” , poi però mi sono resa conto che quel particolare metodo di scrittura rendeva tutto più veloce e scorrevole e inquietante e … insomma un’unica grande poesia dall’inizio alla fine del libro.


La trama è molto originale, è riuscita ad incuriosirmi, ad angosciarmi, a prendermi veramente tanto e mi ha fatto  inaspettatamente sorridere in qualche punto (quando arriva un certo personaggio … ehm…ehm…). Sono inoltre rimasta con il fiato in gola in attesa di un amore … arriva? Non arriva? La risposta non ve la svelo ma vi dico che non sono affatto rimasta delusa ;) .


I personaggi sono molto ben caratterizzati e li ho adorati TUTTI, nel bene e nel male, persino le banshee che non mi hanno ispirato molta simpatia. Già perché una delle originalità di “Straziami” è proprio la presenza delle banshee, esseri che non si trovano spesso nei libri.
Per chi non lo sapesse le banshee sono spiriti femminili della tradizione scozzese e irlandese.
Da parte mia le ho conosciute da piccolissima leggendo una storia di Topolino dove uno zio irlandese di Pippo ne raccontava la leggenda ;D

Uniche microscopiche note negative del libro sono stati alcuni passaggi temporali in cui mi sono ritrovata un po’ spiazzata (e sono dovuta tornare indietro di una pagina per vedere se avevo saltato qualcosa) e il finale … non proprio chiarissimo anche se devo ammettere che entrambi questi “difetti” possono anche essere voluti dall'autrice.
Vi lascio infine con un sacrilegio: la presenza di diversi mostri rinchiusi in un castello medievale mi ha fatto associare il libro ad Hotel Transilvania. Accomunare un horror gotico a un cartone comico è come associare il diavolo con l’acqua santa, lo so … ma fare questo collegamento, insieme a quello delle banshee su Topolino, mi ha fatto adorare il romanzo ancora di più.


Ed ora passiamo la parola proprio all'autrice nello spazio "Voce all'autore"


La recensione è molto accurata e non c'è molto da aggiungere a riguardo. In realtà i "difetti" sono esattamente, come hai spiegato tu, due cose volute.
Il passaggio dei tempi serve a creare anche narrativamente il distacco tra la vita di Lara prima del suicidio e quella di dopo.
Il finale nebuloso esiste in quanto "Straziami" è un romanzo progettato per prestarsi ad una possibile serializzazione, che però viene decisa dai lettori mediante sondaggio e quindi se il risultato finale voluto dai lettori votanti fosse stato che doveva terminare lì, restava una storia con un finale semi-aperto, che a modo suo avesse però un senso compiuto.
A parte queste piccole spiegazioni, vorrei dire che la parte più difficile di "Straziami" è stata proprio la ricerca sulle banshee, in rete non si trova praticamente niente e anche cercando in biblioteche e librerie il materiale è stringatissimo, quindi sono molto felice di essere riuscita a creare dei personaggi che in qualche modo riescono a risultare tridimensionali nonostante la scarsezza di materiale di base da cui sono partita.
Ringrazio sentitamente Marina per l'opportunità e le faccio i più sinceri complimenti per lo splendido blog

E io ringrazio Claudia per le sue parole e per le emozioni che ci ha regalato

Questo libro fa parte delle categorie Made In Italy e Passione Vampiro






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